Trieste 1908-2004.
Scultore ed incisore tra i più insigni di Trieste ha al suo attivo un ininterrotto magistero d'arte lungo 70 anni avendo iniziato ad esporre ancora studente universitario nel 1928 allorche' venne ammesso alla XVI Biennale Internazionale di Venezia tra i giovani allora più promettenti. Alla Biennale Veneziana Carà sarà presente altre sei volte (tra il 1934 ed il 1950) così come numerose volte alla Quadriennale romana, alle Mostre Internazionali del Bronzetto di Padova, e alle più prestigiose rassegne italiane.
Umberto Saba
(1967) bronzo - h. cm. 60
Giardino Pubblico, Trieste
(ingrandibile)
Tra le sue varie attività è importante ricordare che egli negli anni giovanili fu valente pittore all'acquerello e designer ai più alti livelli per l'arredamento civile e navale. Fu anche insegnante presso l'Istituto Statale d'Arte di Trieste, una delle più prestigiose scuole del settore.
Creatore di gioielli, autore di medaglie e targhe commemorative, scultore monumentalista, Ugo Carà non conosce sosta nella sua attività che rinnova anno dopo anno la sua fresca vena creativa.
Molteplici sono le componenti che si intersecano alla base della scultura di Ugo Carà: classicità mediterranea e modo impressionista, connotazione arcaistica e senso panico, equilibrio plastico e ardita invenzione. Tutti i formati stilistici ed ispirativi vengono ricondotti però ad un'unica matrice che lo scultore elabora in funzione delle proprie personali esigenze espressive fornendo risultati di misurata, essenziale, bellezza. Sia pure dando prova sulle grandi misure, Carà trova la sua dimensione aurea nel bronzetto.
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Monumento ai Caduti sul Lavoro
(1997) bronzo - cm. 330
Trieste, Largo Irneri
(ingrandibile)
Uomo al mare
(1945) bronzo - h. cm. 70
(ingrandibile)
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In un certo senso si potrebbe dire che egli media le antiche espressioni plastiche mediterranee e orientali in una connotazione contemporanea. Le sue figure distese hanno atteggiamento divinatorio, i volti compiutamente risolti sovrastano corpi nei quali si coglie pienamente il senso del volume.
Nudo
(1970) collage
cm. 60x60
(ingrandibile)
I suoi sono miti che si risolvono in piccoli-grandi gesti: l'offerta del pesce, il volo della colomba, l'adorazione del sole. La sua è dunque un'arte che non teme il tempo, che non ha paura di materializzarsi in qualsiasi spazio, sia esso una piazza nel centro della città o un'appartata nicchia di una casa di campagna o il piedistallo di un museo. E' un'arte che ha fatto sue le finezze degli antichi plasmatori di forme intenti a catturare il movimento vitale ma che, allo stesso tempo, si pone in rapporto dialettico con le distonie della civiltà contemporanea inseguendo un equilibrio sempre più difficile da individuare e ancor più da sintetizzare.
Ugo Carà è un poeta che canta la vita, la sua bellezza ed il suo mito. Lo fa con forza, senza nostalgia, perche' è consapevole che passato, presente e futuro sono solo diversi punti di vista di una medesima realtà nella quale egli si sente pienamente immerso e della quale è intento a cogliere con attenzione e partecipazione il pulsare. La scelta del linguaggio attraverso il quale esprimere questa sua partecipazione è dunque la risultante non di fattori analitici ma di una passione che continua ad ardere e a produrre entusiasmo.
Claudio H.Martelli
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