Dino Predonzani

Nato a Capodistria nel 1914 si diplomò all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove, ancora studente, vinse il concorso bandito dalla XXI Biennale Internazionale con un affresco. Nel 1942 superò la prima fase del concorso per un affresco di duecento metri quadrati per il Palazzo delle Corporazioni di Roma ma lo svolgimento della guerra impedì che tale lavoro venisse realizzato.

 

 

Sosta dei Guerrieri
(1938)
Acquaforte
cm. 26x18
(ingrandibile)

 

 

Come quasi tutti i giovani della sua generazione Dino Predonzani dovette prendere parte al conflitto che interruppe in maniera drammatica, e spesso tragica, i suoi sogni e i suoi impegni. Fu prigioniero dei tedeschi e deportato in Germania, venne internato in vari campi di concentramento. Rientrato nel 1945 non gli fu possibile ritornare a casa sua, a Capodistria, occupata dall'armata jugoslava e soggetta, come tutta l'Istria, all'operazione di snazionalizzazione e di pulizia etnica.

 

Figura
(1940)
Olio su tela
cm. 115x84
(ingrandibile)

 

Bacco
(1947)
Olio su tavola
cm. 70x50
Esposto al Premio Auronzo
(ingrandibile)


Di lui ricorda lo scrittore Stelio Mattioni: "Lenta fu la ripresa, e forse Predonzani non sarebbe mai riemerso dalle tenebre in cui gli eventi lo avevano precipitato se ad aiutarlo non fosse stata l'arte." Riprese così a poco a poco ad esporre passando dall'espressionismo di sapore novecentista ad un forte e sincero surrealismo per immergersi successivamente, alla metà degli anni '50 in un materico e di echi naturalistici ricco di straordinarie suggestioni narrative nella fase iniziale e sempre più poetico nella fase conclusiva.

 

 

Composizione luglio
(1946)
Tempera su tela
cm. 80x115
(ingrandibile)

 

 

Insegnante dell'Istituto Statale d'Arte di Trieste fin dalla fondazione lasciò un'impronta indelebile nei suoi allievi tra i quali annoverò artisti di chiara fama e originalità, da Bruno Chersicla a Livio Schiozzi, Boris Zulian, Claudio Nevyjel, Megi Pepeu, Enzo Mari, Tarcisio Benito Postogna, Vittorio Porro ed altri. Morì a Trieste nel 1994 dopo essere stato attivo, oltre che in pittura, in scultura, nel disegno, nell'incisione, nella scenografia, nell'arredamento navale, e aver preso parte, ripetutamente, alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale romana e ad altre importanti rassegne internazionali e nazionali. Sue opere sono in vari musei e in grandi collezioni private..

Claudio H.Martelli

© 2010 Hammerle Editori - Trieste, Piazza Giotti 1 ++39(40)767075 - info@artecultura.it

 

colonna colonna colonna colonna sopra